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Perché i bassotti tendono a ingrassare facilmente? Scopri la predisposizione nascosta e come prevenirla

📅 14 Agosto 2026✍️ di Matteo Leardini⏱️ 5 min di lettura

Scrivo di cani dopo anni passati sul campo: prima come volontario in un canile della provincia di Pavia, poi aiutando amici a impostare diete casalinghe con ingredienti freschi e locali. Con i bassotti ho imparato che i chili di troppo non sono un vezzo: sono un rischio concreto per la schiena, il cuore e la qualità della vita. E spesso la causa non è una sola, ma un incastro di metabolismo, abitudini e affetto mal calibrato in cucina.

La predisposizione che non si vede a occhio nudo

Il bassotto è un cane piccolo con un corpo lungo e una massa muscolare relativamente contenuta. Questo mix rende il suo Metabolismo basale più basso di quanto immaginiamo: brucia meno, soprattutto a riposo. Se sommiamo una vita domestica confortevole, poche uscite e qualche boccone extra, la bilancia si sposta velocemente in su. Il risultato ha un nome semplice e severo: Obesità.

In più, questa razza è condrodistrofica: la colonna vertebrale è più esposta a problemi di dischi intervertebrali. Ogni etto superfluo aumenta la pressione sulla schiena. Lo vedo spesso: un cane che ingrossa smette di muoversi con disinvoltura; il proprietario riduce le passeggiate “per non stancarlo”; il cane ingrassa ancora. Un circolo vizioso da spezzare presto.

Il caso di Otto: un piano semplice, risultati misurabili

Mi è capitato di recente con Otto, bassotto di 6 anni. Arrivava a fine isolato col fiato corto e scodinzolava davanti al frigo in cerca di formaggio. Corpo lungo, pancia tondeggiante, costole difficili da sentire: punteggio di condizione corporea 7 su 9. Gli errori? Porzioni al “cucchiaio della nonna”, snack senza conteggio e passeggiate spezzettate, ma troppo brevi per smuovere il metabolismo.

Con la famiglia abbiamo seguito tre mosse pratiche. Primo: pesare il cibo, niente più stime a occhio. Secondo: inserire snack a basso impatto (carota a bastoncini, mela senza semi, una zucchina lessa a tocchetti) contandoli dentro la razione giornaliera. Terzo: camminate regolari e pianeggianti, 20–25 minuti continuativi due volte al giorno, senza salti e scale. In casa, rampe per salire sul divano e tappeti antiscivolo nel corridoio.

Dopo cinque settimane, Otto aveva perso il 6% del peso iniziale. Niente fame nera, niente lamenti: solo abitudini chiare e costanti. La schiena ringrazia quando l’ago scende lentamente.

Cosa fare subito: la mia routine in cinque passi

  • Controllo della forma: passa le dita sulle costole. Devono sentirsi sotto un velo sottile, non affondate nel grasso e non sporgenti. La vita, vista dall’alto, deve accennare una “clessidra”.
  • Bilancia e taccuino: pesa il cane una volta a settimana, stessa ora, a digiuno. Segna il valore. Un calo sicuro è tra lo 0,5% e l’1,5% del peso a settimana.
  • Razione pesata: usa una bilancia da cucina e rispetta le indicazioni caloriche dell’alimento. Se il cane è sterilizzato o poco attivo, parti dal 10–15% in meno rispetto al fabbisogno standard dell’etichetta e rivaluta dopo 2 settimane.
  • Frazionamento e lentezza: dividi la razione in due pasti e usa una ciotola anticinghio. La masticazione più lunga aiuta sazietà e digestione.
  • Movimento regolare: due uscite “di passo” al giorno, 20–30 minuti, in piano. No a scale e salti. Aggiungi giochi olfattivi in casa per stancarlo senza stressare la colonna.

Gli errori tipici da evitare

  • Premi “fuori conteggio”: un pezzetto di formaggio o di salame può valere il 20% delle calorie di un giorno per un cane piccolo.
  • Porzioni a occhio: i granelli di crocchette ingannano. Pesa tutto per due settimane: capirai quanto vale davvero “una mezza tazza”.
  • Attività spezzettata in micro-uscite: tre giretti da 5 minuti non attivano il metabolismo come una passeggiata continua.
  • Scale e salti “per farlo sfogare”: nel bassotto sono un acceleratore di problemi alla schiena.
  • Cambio dieta drastico: riduzioni eccessive portano fame nervosa e recupero di peso. Meglio un calo lento e costante.

Come scegliere l’alimento giusto (anche casalingo)

Quando leggo un’etichetta, cerco tre cose: densità energetica (kcal per 100 g), percentuale di proteine adeguata e grassi non eccessivi. Per molti bassotti in sovrappeso funziona un secco con calorie moderate, buon tenore proteico e fibra sufficiente a dare volume senza appesantire. Un riferimento pratico: grassi intorno al 8–12%, fibra 7–12%, proteine di qualità.

Gli alimenti “light” non sono tutti uguali. Alcuni riducono soprattutto il grasso, altri aumentano la fibra. Se il cane ha fame un’ora dopo il pasto, prova un alimento con più proteine e una fibra miscelata (solubile e insolubile). Nella mia esperienza il senso di sazietà migliora.

Per chi desidera il casalingo, serve metodo. Io uso ingredienti freschi e locali, ma sempre con un piano bilanciato: una fonte magra di proteine (pollo, tacchino, manzo magro o pesce), carboidrati ben cotti e tollerati (riso, patate, orzo), verdure digeribili (zucchine, carote, finocchi), un grasso dosato e un’integrazione vitaminico-minerale specifica. Qui il confronto con un veterinario nutrizionista è indispensabile: l’equilibrio tra calorie, aminoacidi, calcio e micronutrienti non si improvvisa.

Attività sicura per una schiena delicata

Il movimento giusto fa la differenza. La camminata continua e in piano è il miglior inizio. Scegli superfici regolari, evita ghiaia grossa e terra smossa che costringono a “saltellare”. Pettorina ad H, guinzaglio morbido, passo costante. In casa, usa rampe per salire su divani e letto; niente lanci di palline che lo spingano a scatti e salti.

Quando la forma migliora, si possono inserire esercizi di propriocezione leggeri: camminare lentamente su cuscini instabili bassi o tra coni distanziati, sempre sotto controllo e senza improvvisazioni. L’obiettivo è potenziare il core senza caricare la colonna.

Domande che ricevo spesso (con risposte pratiche)

Un lettore mi ha chiesto: “Basta togliere il pane per far dimagrire il cane?”. Se il resto della dieta resta troppo calorico, no. Serve un bilancio complessivo e costante. Un’altra domanda: “Meglio un pasto solo per farlo smaltire?”. Nei piccoli, due pasti aiutano a contenere la fame e a stabilizzare l’energia.

Capita anche che, dopo la sterilizzazione, il rapporto fame/consumo cambi. È normale dover ridurre le calorie del 10–20% rispetto al pre-intervento. Non aspettare di vedere l’aumento: anticipa adeguando porzioni e routine di movimento.

Monitoraggio e segnali d’allarme

Se il respiro si fa affannoso con poco sforzo, se compaiono zoppie o rigidità dopo il riposo, o se il cane rifiuta di salire in macchina, fermati e confrontati con il veterinario. Un controllo periodico della colonna e un piano di dimagrimento seguito con competenza prevengono guai seri. Ricorda: perdere peso non è solo “mangiare meno”, ma rieducare abitudini e rispettare la biomeccanica di un corpo unico come quello del bassotto.

Io resto affezionato a un principio imparato in canile: costanza batte intensità. Un piccolo cambiamento mantenuto nel tempo vale più di una dieta lampo. Con i bassotti funziona ancora meglio: meno chili, più passi, più vita.

Matteo Leardini

Dopo aver trascorso un periodo come volontario in un canile della provincia di Pavia, ha approfondito il tema dell’alimentazione naturale per animali domestici. Ha formulato diete casalinghe per cani e gatti dei suoi amici, puntando su ingredienti freschi e locali. Sensibile all'argomento, condivide le sue ricette e trucchi online.

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