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Come accorgersi della presenza di pulci o zecche su cani e gatti? Il trucco dell’ispezione che aiuta subito

📅 19 Agosto 2026✍️ di Matteo Leardini⏱️ 5 min di lettura

Chi mi segue sa che arrivo dal canile della provincia di Pavia, dove ho passato mesi a spulciare (letteralmente) decine di cani. Negli anni, mentre studiavo alimentazione naturale e formulavo diete casalinghe con ingredienti freschi e locali per cani e gatti di amici, ho messo a punto un controllo rapidissimo per capire se in casa sono arrivate pulci o se una zecca si è attaccata dopo una passeggiata. Lo condivido qui, perché funziona e fa risparmiare tempo, prurito e stress.

Il controllo rapido: il trucco dell’ispezione a zone

Quando torno dal parco, metto il cane su un tappetino chiaro vicino a una finestra. L’ispezione a zone mi richiede tre minuti, non di più. Serve luce buona, calma e qualche strumento semplice.

  • Pettine a denti fitti (quello per pulci).
  • Salvietta o foglio di carta bianco.
  • Pinzetta a punta fine o leva-zecche.
  • Torcia frontale o lampada da tavolo.

Parto da testa e collo, dove le zecche amano fermarsi, poi passo a spalle e dorso fino alla base della coda: qui, se ci sono pulci, spesso trovo i “puntini” neri del loro sporco. Poi controllo ascelle, inguine e tra le dita: altre zone preferite dalle zecche. Con il pettine faccio passate lente contropelo; qualsiasi puntino scuro che cade sul foglio bianco lo schiaccio e aggiungo una goccia d’acqua: se lascia un alone brunastro-rossiccio, è sangue digerito, quindi sporco di pulce. Se il puntino resta nero, può essere semplice polvere.

Un trucco in più: con il phon a aria fredda sollevo il pelo per vedere bene la cute, soprattutto nei gatti a pelo lungo. Le pulci si muovono velocemente; le zecche no, restano ancorate come un “neo” con zampette.

Mi è capitato di recente con Luna, una meticcia di media taglia: dal comportamento non capivo se fosse stress o prurito. Due passate di pettine alla base della coda, foglio bianco e goccia d’acqua: alone ruggine. In quel caso ho agito subito e abbiamo evitato un’infestazione in casa.

Segnali che non ingannano

Il prurito da pulci di solito è intermittente ma insistente: scuotimenti del corpo, morsi rapidi alla base della coda, perdita di peli a chiazze, crosticine lungo il dorso. Nei cuccioli e gattini, un’infestazione intensa può portare a gengive pallide e stanchezza per anemia.

Le zecche si presentano come piccoli rigonfiamenti duri; toccandole, si muovono appena. Dopo uscite in prati alti, boschetti o rovi, il controllo è obbligatorio. Ricordo che le zecche non saltano: attendono sulle erbe e si agganciano al passaggio.

Oltre al fastidio, parliamo di rischio sanitario. Alcuni parassiti possono trasmettere agenti patogeni agli animali e, più raramente, all’uomo: rientriamo nel capitolo Zoonosi. Per linee guida e campagne stagionali di prevenzione è utile tenere d’occhio le comunicazioni del Ministero della Salute.

Come rimuovere subito una zecca in modo sicuro

Se durante l’ispezione trovo una zecca attaccata, non aspetto. Pinzetta a punta fine o leva apposita, guanti e mano ferma. Afferro la zecca il più vicino possibile alla pelle, senza schiacciarne il corpo. Tiro verso l’alto con trazione costante e perpendicolare: niente torsioni, niente strappi improvvisi. Di solito in 5–10 secondi la zecca si stacca intera.

Subito dopo, disinfetto la cute con clorexidina diluita e conservo la zecca in un piccolo contenitore con data e luogo del morso: può servire al veterinario se compaiono sintomi. Nelle due settimane successive osservo l’animale: letargia anomala, febbre, zoppia o inappetenza richiedono una telefonata al medico veterinario.

Un lettore di Voghera mi ha scritto pochi giorni fa: zecca sul padiglione auricolare del suo setter, tolta con le dita e girando. Parte della bocca era rimasta sotto pelle, con arrossamento. Gli ho spiegato di non usare olio, alcool o fiammiferi (peggiorano la situazione) e di farsi aiutare dal veterinario per rimuovere il residuo. Da allora ha messo nella cassetta delle cose del cane una leva-zecche da escursionismo: costa poco e fa la differenza.

Bloccare un’infestazione di pulci: cosa fare oggi

Con le pulci la regola è: agire su animale e ambiente insieme. Dopo aver confermato la presenza con il test del foglio bianco, tratto tutti gli animali di casa (anche quelli che sembrano “puliti”). Antiparassitari orali o spot-on vanno scelti con il veterinario, perché dose e principio attivo dipendono da specie, peso ed età. Nei gatti evito tassativamente prodotti con permetrina, per loro tossica.

Per l’ambiente, passo l’aspirapolvere a fondo su tappeti, battiscopa, fessure di pavimenti e divani; butto subito il sacchetto o svuoto il serbatoio all’esterno. Lavo a 60 °C coperte, cuscini e federe. Se l’infestazione è importante, considero spray domestici con regolatori di crescita (IGR) come s-methoprene o pyriproxyfen, seguendo scrupolosamente etichette e tempi di rientro.

Un appunto da nutrizionista “di casa”: una dieta equilibrata supporta pelle e mantello, riducendo graffi e microlesioni che attirano i parassiti. Ma l’alimentazione non sostituisce mai l’antiparassitario: è un aiuto, non uno scudo.

Prevenzione pratica, mese dopo mese

In Pianura Padana, pulci e zecche si fanno sentire da marzo a novembre, ma in casa le pulci sopravvivono anche in inverno. Io seguo questa routine: ispezione a zone dopo le uscite “a rischio”; pettine antiflea una-due volte a settimana nei gatti; trattamento antiparassitario regolare tutto l’anno, modulato con il veterinario.

Scelgo percorsi centrali su sentieri battuti quando l’erba è alta, ed evito che il cane “peschi” tra rovi e fossi. Tornato a casa, due minuti di controllo mi hanno già risparmiato più di un’infestazione.

  • Non usare oli, alcool, acetone o calore sulle zecche: aumentano il rischio di rigurgito e infezione.
  • Non fidarti di aceto, aglio o oli essenziali come tea tree: inefficaci o pericolosi (nei gatti, anche tossici).
  • Non trattare un solo animale se in casa ce ne sono più: le pulci migrano.
  • Non sospendere il piano antiparassitario alle prime piogge: le larve in casa non conoscono stagioni.
  • Non improvvisare dosi o “mix” di prodotti: si rischiano reazioni avverse.

In chiusura, un’ultima dritta di campo: segnati in agenda il “giorno dell’antiparassitario” e abbinalo a un gesto piacevole per l’animale (giochi olfattivi, pappa speciale). La costanza batte l’emergenza. E se un sospetto ti rimane dopo l’ispezione, scatta una foto nitida del punto, annota dove e quando hai trovato il parassita e manda tutto al tuo veterinario: è il modo più rapido per togliersi dubbi e agire subito.

Matteo Leardini

Dopo aver trascorso un periodo come volontario in un canile della provincia di Pavia, ha approfondito il tema dell’alimentazione naturale per animali domestici. Ha formulato diete casalinghe per cani e gatti dei suoi amici, puntando su ingredienti freschi e locali. Sensibile all'argomento, condivide le sue ricette e trucchi online.

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